SANITA': RIZZI, PUNTO A DONAZIONE CORPO DOPO MORTE IN TESTO RIFORMA LOMBARDA

DALL’ADNKRONOS

Milano, 3 ott. (Adnkronos Salute) – Donare il proprio corpo dopo la morte e metterlo a disposizione degli scienziati per contribuire concretamente all’avanzamento della ricerca e alla formazione delle nuove leve della medicina. Una speciale forma di ‘beneficenza’ che la Lombardia medita di disciplinare. Una novita’ che potrebbe trovare spazio anche nella riforma sanitaria regionale. “Avevo gia’ presentato in Senato disegno di legge sulla donazione del corpo post mortem per finalita’ scientifiche. L’associazione italiana di bioetica in chirurgia mi ha sottoposto l’ipotesi di un disegno di legge regionale”, spiega all’Adnkronos Salute il consigliere regionale Fabio Rizzi, presidente della Commissione Sanita’ del Consiglio regionale lombardo.

“Tentero’ – aggiunge – di far si’ che questo disegno di legge,tradotto in un unico articolo, venga inserito direttamente nella revisione del sistema sanitario regionale che andremo prossimamente a discutere. E spero che venga favorevolmente accolto dal Consiglio e votato come parte integrante della legge stessa”. Ma si valutano anche strumenti legislativi alternativi, come la presentazione del disegno di legge ad hoc.

Il tema della donazione del corpo post mortem e’ stato al centro di un meeting promosso oggi al Pirellone dall’Aibc, in cui e’ stato presentato il testo di un’eventuale proposta di legge messo a punto dall’associazione. “Pur mantenendo l’importanza dell’atto di donazione, non ancora ben compreso in Italia, differentemente da altri Paesi europei – ha spiegato nei giorni scorsi il presidente dell’Aibc Daniele Maggiore – e’ basilare far comprendere pochi punti dirimenti e cioe’ che il paziente, e solo il paziente, e’ libero di scegliere di donare il corpo per didattica e ricerca scientifica; i centri universitari scelti e presenti in un elenco ufficiale devono gestire in maniera trasparente e responsabile, a proprie spese, la presa in carico del corpo post mortem e la riconsegna secondo gli atti didattici e/o di ricerca scientifica che il paziente dichiara premortem; nulla deve osteggiare le ritualita’ funebri che il paziente deve avere dopo pochi giorni dal decesso”.

(Lus/Ct/Adnkronos)
03-OTT-13 20:06